Nucleare: referendum?

14 06 2008

Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Oggi l’on. Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Berlusconi IV, e Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria per il quadriennio 20082012, hanno deciso che il nucleare si deve fare: per ribaltare il risultato di un referendum, non sarebbe forse più corretto indirne uno nuovo di zecca in cui si ripropone lo stesso quesito? Loro contano più della volontà degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano? L’onorevole Scajola crede forse che venti anni siano sufficienti per bollare come obsoleto il risultato di quel referendum, di certo ottenuto cavalcando l’onda del disastro di Chernobyl, ma non per questo meno valido. La cosa che più spaventa dell’attuale sistema politico è la completa autonomia di cui gode la casta. L’attuale legge elettorale “porcata”, che permette a vallette di diventare ministro, e che forse favorisce la governabilità, crea però un pesante problema di rappresentatività parlamentare. Oggi ci mettono nuovamente l’atomo nel giardino senza neanche chiederci il permesso, oggi molti elettori di destra si sentono traditi da questo andamento, ma oggi il governo ha i numeri ed il tempo per recuperare consensi in vista della prossima turnazione elettorale anche a fronte di scelte fortemente impopolari.


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