La7 licenzia 25 giornalisti.

4 11 2008
Aprite gli occhi sulla libera informazione. Guardatevi intorno. Io non voglio certo scendere nei dettagli della questione, ma ideologie a parte, appare alquanto evidente che non può esistere libertà senza la libertà di informazione. Oggi, a La7, che rappresenta di fatto la terza tv nazionale, il terzo gruppo che i telespettatori possono vedere in chiaro senza pagare, sono stati licenziati 25 gionalisti, ovvero dato che in totale ne erano 90, più di un quarto dei giornalisti in organico è stato mandato a casa. A quanto si capice dall’articolo apparso su Articolo21, si tratta almeno per il momento di licenziamenti quasi al buio. Chi non ha notato gli sforzi, riusciti o meno, di quelli de La7 per svolgere un ruolo di supplenza su molti temi importanti (guerra, diritti civili, sicurezza sul lavoro) a quello del servizio pubblico? Penso sia un giusto sforzo per tentare di garantire un’informazione diversificata e pluralistica, anche a rischio di non piacere all’audience.
Riferimenti:Articolo21
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Razzismo? La nazionale italiana di calcio si schiera!

19 10 2008

Per caso qualcuno si è perso i due gol di Super Mario Balotelli segnati con la nazionale italiana di calcio Under 21 contro Israele?

Chissà se tra i leghisti c’è qualche tifoso della nazionale italiana di calcio…





Nucleare: referendum?

14 06 2008

Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Oggi l’on. Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Berlusconi IV, e Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria per il quadriennio 20082012, hanno deciso che il nucleare si deve fare: per ribaltare il risultato di un referendum, non sarebbe forse più corretto indirne uno nuovo di zecca in cui si ripropone lo stesso quesito? Loro contano più della volontà degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano? L’onorevole Scajola crede forse che venti anni siano sufficienti per bollare come obsoleto il risultato di quel referendum, di certo ottenuto cavalcando l’onda del disastro di Chernobyl, ma non per questo meno valido. La cosa che più spaventa dell’attuale sistema politico è la completa autonomia di cui gode la casta. L’attuale legge elettorale “porcata”, che permette a vallette di diventare ministro, e che forse favorisce la governabilità, crea però un pesante problema di rappresentatività parlamentare. Oggi ci mettono nuovamente l’atomo nel giardino senza neanche chiederci il permesso, oggi molti elettori di destra si sentono traditi da questo andamento, ma oggi il governo ha i numeri ed il tempo per recuperare consensi in vista della prossima turnazione elettorale anche a fronte di scelte fortemente impopolari.





Salvatore Borsellino: lettera all’on. Maroni, Ministro dell’Interno

13 06 2008

Egregio Ministro,
Sono il fratello del giudice Paolo Borsellino, una persona che per lo Stato che Lei oggi rappresenta ha dato la vita, senza esitare, senza chiedersi se ne valeva la pena.
Le scrivo oggi per chiederLe urgentemente un incontro sul caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari, che dopo aver fatto il proprio dovere, quello di denunciare i suoi estorsori e farli condannare, oggi si trova in un pericolosissimo limbo istituzionale.
Lui assieme alla moglie, medico odontoiatra, ed ai due suoi figli.
Voglio incontrarLa presto, perché anche se sono certo che non riuscirò mai ad avere giustizia per mio fratello Paolo, sento di dovere impegnarmi con tutto me stesso affinché questo imprenditore coraggioso e la sua famiglia abbiano la speranza di un futuro certo in termini di sicurezza e possibilità di lavoro oltre che di tutela della propria vita.
Se chi si ribella al pizzo viene ripagato in questa maniera dallo Stato, come può lo stesso Stato chiedere ad altri di rifiutarsi di sottostare a queste vessazioni o risultare credibile quando parla di volontà di lotta alla criminalità organizzata ?
Lo Stato italiano non può muoversi solo in occasione delle tragedie, dovrebbe evitare che accadano, dovrebbe tutelare questi cittadini di cui dovrebbe andare fiera finché sono in vita e non piangerli dopo morti.
Per questo Le chiedo ufficialmente un incontro alla presenza mia e dei coniugi Masciari, per chiederLe di profondere ogni energia per risolvere questo caso, che si trascina vergognosamente e nell’indifferenza delle Istituzioni da ormai 11 lunghi anni.Confidando nella Sua sensibilità e riconoscenza nei confronti di questi cittadini coraggiosi, Le porgo i più sinceri saluti.





Intercettazioni telefoniche (atto secondo)

12 06 2008

La polemica è forse destinata ridimensionarsi? Scrivo qui il prosieguo di un racconto nato in un precedente post qualche giorno fa. Beh a quanto pare qualcuno prova a mettere acqua sul fuoco. Dopo la tempesta politica avvenuta nei giorni scorsi, abilmente aggirata dai media televisivi, arrivano a ricucire lo strappo le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il capo del governo in carica ha parlato di “errore materiale” precisando che il provvedimento sarà un ddl, come è poi stato corretto anche sul sito internet del governo. In sintesi è stato detto che:

  1. il ddl permetterà le intercettazioni nelle inchieste con ipotesi di reato che prevedano minimi di pena di 10 anni;
  2. avranno un limite temporale di 3 mesi all’interno dell’inchiesta che le autorizza;
  3. dovranno essere consentite grazie “ad un permesso di un collegio” di giudici e quindi non sarà “una decisione monocratica”;

Scompaiono del tutto i reati economici finanziari e societari. Questo significa che scandali come Parmalat, ‘i furbetti dei quartierino’ e clinica degli orrori in Italia non si potranno scoprire mai più. Mah!





Passaparola: le intercettazioni telefoniche

11 06 2008

Passaparola è una rubrica di attualità politica condotta dal giornalista indipendente Marco Travaglio,e va in onda in diretta online sul blog di Beppe Grillo ogni lunedì alle due del pomeriggio.

È di questi giorni la discussione parlamentare sul decreto legge che limiterà l’uso giudiziario delle intercettazioni telefoniche. Le accuse che vengono mosse vanno dalla lesa privacy alla necessità di limitare il potere della magistratura che sempre più spesso ne fa un uso criminoso. Ma è proprio vero che siamo tutti in pericolo? È giusto limitare l’uso delle intercettazioni ai soli casi di criminalità organizzata e terrorismo? Lo sapevate che in Inghilterra sono autorizzati fare intercettazioni telefoniche più di cento diversi enti pubblici e privati (finanche il servizio ambulanze) mentre in Italia spiare le conversazioni telefoniche è un diritto esclusivo solamente dei magistrati? Ma a chi fa comodo abolire le intercettazioni? L’intervento in Passaparola questa settimana propone un tema scottante, ma poco trattato dalla stampa nazionale, che è riuscita ad addormentare l’opinione pubblica. Meno male che in questo principio di estate, mentre impazza la febbre per gli europei di calcio esiste qualche “irriducibile della polemica” che se ne occupa. Seguite l’intervento, è molto interessante. Aspetto vostri commenti.





Clandestinità : reato ?

5 06 2008

Dopo roventi discussioni politiche con amici vari 🙂 , rivolgo a chi è interessato un quesito.

È giusto considerare reato la clandestinità ?

È giusto cioè contestare penalmente ad una persona documentalmente non identificabile, un reato, ed in quanto tale prevedere la galera? Ma mantenere in carcere qualcuno non significa spenderci dei soldi? E noi non siamo il paese che nella scorsa legislatura per liberarare spazio negli alloggi penitenziari ci siamo inventati un indulto? Non sarebbe meglio applicare invece le leggi già in vigore e magari rinforzare strutture ormai economicamente al collasso? Attendo vostri commenti (che pubblicherò). Grazie.

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alvaraalto Says:

Se una persona è “irregolare” c’è (per definizione di “irregolare” ;) sicuramente qualcosa che non va.
Detto questo:
Come si può pensare di scaricare migliaia e migliaia di persone dalle “navi” (insomma, quelle ciofeche di navi) e sbatterle direttamente in una gabbia? Sembra che si tratti di alici o di giocattoli cinesi. Aspetti che arrivino al porto e li sistemi in magazzino per un po’ prima di immetterli sul mercato.
E poi, dopo ’sti 4 anni di galera, dopo che queste persone han saldato il loro “conto con la giustizia”, quando tornano liberi, diventano regolari?