Windows e Freepops: scaricare la posta di hotmail, libero, etc. con Outlook, Eudora, etc.

3 06 2008

Vi è mai capitato di sentirvi infastiditi dalla guerra a colpi di domini che si fanno i vari provider? Quell’enorme fastidio che spesso provoca vero e proprio disagio a chi vuole effettuare il download delle proprie mail in locale con il proprio programma client preferito? Siiii !!! Anche io ed è per questo che mi accingo a scrivere questo post.

Il fatto

Supponiamo che Pippo abbia registrato un account su dominio hotmail (pippo@hotmail.com) e che gli dia noia dover effettuare l’accesso direttamente dal proprio browser, ogni volta che decida di leggere la propria posta. Pippo allora pensa che sarebbe molto più comodo effettuale il download il download della propria posta in locale sul proprio pc. Dando una sbirciatina al web scopre che la cosa è molto semplice, basta scaricare un mail reader. Anzi bisogna scaricare il mail reader, quello ufficiale, quello sponsorizzato, pubblicizzato direttamente su dominio hotmail. Lo installa e scopre che non gli piace, ed essendo un romantico vorrebbe riusare quel Eudora che tanto gli garbava sul suo vecchio pc. Recupera una copia di Eudora on-line, la installa, configura il tutto, ma viene a scoprire che qualcosa è andato storto, non riesce a scaricare un bel nulla. Il server di posta da libero accesso solamente al suo reader proprietario. Allo stato attuale dell’arte non c’è verso di effettuare il download della propria posta elettronica in locale se non si utilizza il mail reader proprietario.

La soluzione

Ma è proprio così ? Siamo proprio sicuri che dobbiamo piegarci all’idea che in nome delle solite proprietà intellettuali, dobbiamo rimanere vincolati ad un prodotto e perdere la libertà di poter scegliere quello che crediamo meglio per noi ? La risposta è nascosta nella rete. Quelli che bazzicano col pinguino sorridono, perché già da tempo sono bene informati, dato che non esiste un equivalente livemail per il pinguino, ma forse molti amici di windows ancora ignorano la cosa. Armati di pazienza e di testardaggine, scopriamo, poco pubblicizzato forse perché software libero e quindi non spinto nella diffusione da interessi economici, che esiste un programma dal nome incoraggiante: Freepops. Freepops è un nient’altro che un demone, ovvero un programma passivo, uno di quelli che ritroviamo nei programmi in esecuzione ma con il quale non interagiamo quasi mai in maniera diretta. Questo demone si inserisce tra il client di posta ovvero il nostro mail reader ed il server di posta e consente di superare le limitazioni imposte dai vari gestori di posta elettronica. Il nostro mail reader interagisce con freepops come se questo fosse il server di posta elettronica, e freepops interagisce col server di posta. Bisogna semplicemente far puntare il nostro client a questo server pop locale sulla porta 2000. Freepops una volta avviato si mette in ascolto sulla porta numero 2000 e può essere inteppellato sia da Thunderbird, Evolution, Eudora…., bisogna semplicemente passargli l’indirizzo mail (e non semplicemente username) e la password. La sua configurazione è praticamente trasparente, perché l’utente deve semplicemente mantenerlo aggiornato. Freepops grazie ai suoi plugin, una volta a conoscenza dell’indirizzo maildi cui controllare la posta, riconosce il dominio in automatico e si incarica di ogni operazione di cui si necessita per riuscire a recuperare la propria posta elettronica. Il mail reader dialoga con freepops sulla porta 2000, come già detto in precedenza. È un programma facilmente estendibile, che permette di accedere alle risorse più differenti attraverso il protocollo POP3. Principalmente può essere utilizzato per scaricare la posta dalle più famose webmail, ma può anche servire come aggregator per feed RSS ed altro ancora. In questo modo è possibile consultare tutti i propri messaggi utilizzando il proprio client email preferito.
FreePOPs è Software Libero!

windows Se usate un sistema operativo Windows, effettuate il download di FreePOPs.

Si tratta di un pacchetto auto-installante e dovrebbe funzionare su tutte le versioni di Windows, da Windows 95 a XP.

La versione standard di FreePOPs usa OpenSSL (una libreria di crittografia usata principalmente per le connessioni HTTP criptate). Gli autori di FreePOPs vorrebbero migrare da OpenSSL a GnuTLS sia per questioni tecniche che di licenze. Se vuoi aiutare la transizione scarica l’installer con GnuTLS.

L’installazione

Fate doppio click sul file di setup che avete scaricato e rispondete sì a tutte le domande senza leggere 😉





Linux: come mantenere pulito il sistema.

30 05 2008

Ecco di seguito elencata una lista di alcuni utili comandi per mantenere il nostro pinguino sempre pulito e profumato.

  • sudo apt-get autoremove
  • (pulisce i programmi non più installati ed eventuali dipendenze non più utilizzate)

  • sudo apt-get clean
  • (pulisce la cache dei programmi installati)

  • sudo dpkg –purge `COLUMNS=300 dpkg -l “*” | egrep “^rc” | cut -d\ -f3`
  • (effettua la pulizia dei file di configurazione)


    ATTENZIONE!!

    Ci sarebbe un ulteriore comando mostrato di seguito:

  • sudo apt-get remove –purge `deborphan`
  • (pulisce i pacchetti orfani non precedentemente identificati). Bisogna però prima installare il pacchetto:

  • sudo apt-get install deborphan
  • A proposito di tale comando, l’amico mcz06, che ringrazio vivamente, mi ha segnalato la pericolosità di tale comando. In pratica sembra che con tale comando ci si può ritrovare con qualche files necessario cancellato. A quanto ho capito Deborphan probabilmente va bene se e soltanto se si hanno installati solo pacchetti standard. Rimando ai commenti per capirne di più.





    Ping: scoprire il percorso per raggiungere un indirizzo IP.

    1 03 2008

    Ping è un programma disponibile sui principali sistemi operativi che misura il tempo, espresso in  millisecondi, impiegato da uno o più pacchetti ICMP a raggiungere un altro computer o server in rete (sia essa Internet o LAN) ed a ritornare indietro all’origine. È prettamente utilizzato per conoscere la presenza e la raggiungibilità di un altro computer connesso in rete. Dal prompt di DOS si esegue con la sintassi “ping [ indirizzo IP ]” oppure “ping it.wikipedia.org” (non preceduto da “http://”).Tecnicamente ping invia un pacchetto ICMP di echo request e rimane in attesa di un pacchetto ICMP di echo response in risposta. Solitamente infatti la parte di sistema operativo dedicata alla gestione delle reti (stack di rete) è programmata per rispondere automaticamente con un pacchetto echo response alla ricezione di un pacchetto di echo request.Il ping misura il tempo, espresso in millisecondi, che impiega una informazione a raggiungere, partendo da un certo computer, un altro computer o server in rete (sia essa Internet o Lan) e a ritornare indietro allo stesso computer. Il prompt di DOS indica quanti pacchetti sono stati inviati e ricevuti, e in caso positivo il tempo per la ricezione del nodo finale. Il traceroute fornisce le stesse informazioni, con un dettaglio maggiore: i dati riguardano tutti i nodi di rete attraversati dai frame per arrivare al sito indicato.Il protocollo ICMP è incapsulato nello strato IP, anche se nella pila protocollare ISO/OSI viene inquadrato al livello network. Nonostante in effetti funziona più come un protocollo dello strato network, al pari del TCP ed UDP.Si immagini un router che non riesce a risolvere il rilancio per un determinato datagram, non avendo niente sopra al livello rete, ci si troverebbe difronte alla difficoltà di generare feedback al mittente per avvisarlo dell’errore di instradamento che si è verificato. In tale contesto il protocollo ICMP incapsulato direttamente nel livello IP da la possibilità al router di generare in feedback un vero datagram anche non essendo un host (ricordiamo infatti che la generazione di un datagram è la fase a valle della generazione di un segmento a livello TCP e che nei router siccome un livello TCP o anche UDP non esiste, ci troveremmo senza l’incapsulamento del ICMP direttamente a livello IP, senza la possibilità di generare un datagram). ICMP è definito in RFC 792: Internet Control Message Protocol. Di seguito un esempio chiarificatore:

    Microsoft Windows XP [Versione 5.1.2600](C) Copyright 1985-2001 Microsoft Corp.
    C:Documents and Settingsxxx>ping/?
    Sintassi: ping [-t] [-a] [-n conteggio] [-l dimensione] [-f] [-i durata]
    [-v tiposervizio] [-r conteggio] [-s conteggio]
    [[-j elencohost] | [-k elencohost]]
    [-w timeout] elenco di destinazioni
    Opzioni:
    -t  Effettua un ping sull’host specificato finché non viene
    interrotto.
    Per visualizzare le statistiche e continuare – digitare
    Ctrl-Inter;
    Per interrompere – digitare Ctrl-C.
    -a Risolve gli indirizzi in nomi host.
    -n conteggio Numero di richieste di eco da inviare.

    -l dimensione Invia dimensioni buffer.
    -f Imposta il flag per la disattivazione della
    frammentazione nel pacchetto.
    -i durata Durata.
    -v tiposervizio Tipologia di servizio.
    -r conteggio Registra route per il conteggio dei punti di passaggio.
    -s conteggio Timestamp per il conteggio dei punti di passaggio.
    -j elencohost Instradamento libero lungo l’elenco host.
    -k elencohost Instradamento vincolato lungo l’elenco host.
    -w timeout Timeout in millisecondi per ogni risposta.
    C:Documents and Settingsxxx>ping -t 192.168.0.1
    Esecuzione di Ping 192.168.0.1 con 32 byte di dati:
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=3ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=3ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=2ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Risposta da 192.168.0.1: byte=32 durata=1ms TTL=255
    Statistiche Ping per 192.168.0.1:
    Pacchetti: Trasmessi = 14, Ricevuti = 14, Persi = 0 (0% persi),
    Tempo approssimativo percorsi andata/ritorno in millisecondi:
    Minimo = 1ms, Massimo = 3ms, Medio = 1ms
    Control-C

    Si noti che il ping è stato fermato schiacciando ctrl+C.





    GreenScreen

    29 02 2008

    Erano gli inizi degli anni novanta ed impazzava su Italia 1 la “Gialappa’s band” con “Mai Dire Gol”. Mi ricordo che c’era un personaggio del grandissimo Teo Teocoli, il famoso “Caccamo“, che in collegamento da Napoli aveva alle spalle la veduta mozzafiato del golfo di Napoli, che tra le altre cose si rifletteva nella sua cravatta. Vi siete mai chiesti in quelle sere come facessero ad ottenere quell’effetto? Magia o semplice trucco? Nessun trucco, ma semplicemente ingegno ed utilizzo di un green screen. Il GreenScreen è di per se una tecnica di produzione video. In fase di pre o post produzione, si elimina un colore e al posto di quel colore si mette qualcos’altro.Questa è per esempio la tecnica quando fanno le previsioni meteo. L’effetto riassunto in figura. Con tale tecnica si possono molte cose carine oltre che alle previsioni meteo, per esempio si può simulare lo sbarco in Normandia dettagliatamente descritto da Spielberg nel film “Salvate il soldato Ryan”, anche non avendo lo stesso budget  a disposizione. Il video riporta tre “eroi” che han fatto proprio questo. È sbalorditivo che nonostante non si hanno a disposizione budget stellari, ma semplicemente con un po’ di ingegno ci si sia potuti inventare una tecnica che praticamente inventa scenari, e attori.





    Creare eseguibili da sorgenti Matlab

    16 02 2008

    Per creare un eseguibile a partire da una funzione matlab si usa la funzione:

    mcc -m percorsocompletomiofile.m

    Questo comando richiama il compilatore per matlab che sfruttando una versione qualsiasi del compilatore c presente nel pc converte il sorgente matlab in un exe avviabile da qualsiasi pc.





    Objectdock: deskBar in Windows stile Mac o Avant Window Navigator.

    7 02 2008

    Se qualcuno cercasse una deskbar accattivante tipo Avant Window Navigator sotto Linux, o stile Mac, consiglio di dare un’occhiata a objectdock tra l’altro completamente freeware nella sua versione limitata : non si può adornare la propria scrivania con più di un’unica deskbar. La versione plus invece non freeware, permette addirittura di avere quante deskbar si desidera, e dispone anche di una deskbar che funge da cassetto ideale per imaniaci della personalizzazione del proprio desktop.





    RMClock: cambiare la frequenza del processore in Windows.

    7 02 2008
    Avevo la netta sensazione che in windows il power management non fosse poi così performante come quello dell’ambiente Linux. In effetti nel glaciale mondo del pinguino, il pc sembrava avere una marcia in più. Gira e rigira, ti scopro una utility alternativa alla Power4Gear fornitami da Asus per il mio Z53Jc (processore Centrino Duo, 1,99GHz) che sembra aver ridato vita al pc anche sotto WindowsXP. RMClock, così si chiama l’utility, permette la completa gestione dello scaling, governor,sensori e la cosa più bella è che nessuno decide cosa è meglio per te, non si è costretti a lavorare a massima potenza quando si lavora con l’alimentazione da rete elettrica. Adesso ho le mie tray icon che mi indicano la temperatura dei core, la frequenza, il carico di lavoro dei core, e la possibilità di avere un governor on-demand, che funge una meraviglia, reattivo al massimo grado.

    Di seguito riporto fedelmente la guida che ho seguito per l’installazione e il setup di RMClock.

    Il seguente articolo è pubblicato su http://notebookitalia.it/guida-all-uso-di-rmclock.html . E’ un tutorial in 12 punti che vi permetterà di configurare velocemente RMClock con i parametri corretti per il vostro processore, consentendovi di migliorare l’autonomia e le performance del vostro notebook.

    RightMark CPU Clock Utility (RMClock) è una semplice applicazione, dotata di interfaccia grafica, per monitorare in tempo reale la frequenza ed il carico della CPU attraverso i registri MSRs. I Model-Specific Registers sono un particolare tipo di registro del processore, un piccolissimo quantitativo di memoria molto rapida, usato per immagazzinare dati di accesso comune. I registri del processore si differenziano a seconda del numero di bit che possono contenere: i Model-Specific Registers (MSRs) sono tipicamente registri a 64 bit che consentono ai programmatori di osservare e controllare una serie di parametri specifici del processore.

    RMClock, in modo analogo ad altre utility come NHC (Notebook Hardware Control),  permette di intervenire dinamicamente su parametri quali il clock ed il voltaggio del processore per ottimizzarne i consumi in funzione del carico di lavoro. Operazione che porta dei concreti vantaggi sia su sistemi portatili (aumento dell’autonomia)  che susistemi desktop (maggiore silenziosità).

    RMClock è in grado di funzionare su qualsiasi processore ma solo alcune CPU saranno in grado di sfruttarne a pieno le potenzialità. Al momento i processori pienamente supportati sono:

    • le famiglie di processori AMD K7 (Athlon/XP/MP, Duron, Sempron) e K8 (Athlon 64/FX/X2, Opteron, Dual-Core Opteron, Sempron, Turion).
    • processori Intel delle serie Pentium II/Celeron, Pentium III/Celeron, Pentium M/Celeron M, Pentium 4/Celeron (Northwood e Prescott), Pentium 4 Extreme Edition (Gallatin e Prescott), Xeon (Prestonia, Nocona, Cranford, Irwindale, Potomac, Paxville e Dempsey), Pentium D e Pentium Extreme Edition (Smithfield, Presler e Cedar Mill), Core Solo e Core Duo (Yonah core).

    Dalla versione 2.2 è stato aggiunto anche il supporto per i processori Intel Core 2 Duo (Merom).

    1) Scaricate RMClock da questo link e decomprimetelo in una cartella a vostro piacimento (fate attenzione a non cancellare la cartella del programma o i file in essa contenuti perché, altrimenti, il programma non partirebbe più).

    2) Molto spesso i notebook sono dotati di utility di gestione del risparmio energetico proprietarie. Hanno tutte funzioni analoghe ma, a seconda del produttore, possono avere interfacce e nomi differenti: Power4Gear per Asus, VAIO Power Management per Sony, etc. Se scegliamo di usare RMClock, per evitare conflitti, dovremo rimuovere queste utility o almeno impedire che vengano lanciate automaticamente all’avvio.

    3) Avviate RMClock, il programma installerà la sua icona nel system-tray. Cliccate col tasto destro sull’icona rappresentante un ingranaggio e spuntate la voce “Enable profile selection with left click”: questo vi permetterà di scegliere al volo che profilo impostare senza aprire ogni volta la finestra principale ma semplicemente cliccando una volta con il tasto sinistro sull’icona dell’ingranaggio:

    Image

    4) Cliccate ora con il tasto sinistro sull’ingranaggio e spuntate “Performance on Demand”:

    Image

    5) Doppio click sull’icona dell’ingranaggio e vi si aprirà la finestra principale, andate su “Management” e impostate tutto come nella foto seguente [NB selezionate l’autostartup solo quando avrete finito di testare i Vcore, quindi alla fine di questa guida e NON prima!!!]:

    Image

    Regolare il Vcore minimo per il clock minore

    Il Vcore (CPU core voltage) è il voltaggio di alimentazione della CPU. Il voltaggio è direttamente proporzionale all’ammontare di energia utilizzata dalla CPU e quindi al calore che essa dissipa. Nei processori moderni il voltaggio è anche proporzionale alla velocità di clock.

    6) Per prima cosa andiamo ad impostare il valore di clock minimo e Vcore minimo nella tabella “Profile”. Per ora spuntate solo la casella 0 impostando FID minimo 6x e Vcore minimo 0,95 (o anche 0,85 se ve lo lascia settare). Questi valori dovrebbero andar bene per tutti i processori [NB controllate che “AC Power Profile” e “Battery Profile” siano impostati su “Performance on Demand”]:

    Image

    7) Ora andiamo a configurare il profilo “Performance on Demand” per impostare il singolo moltiplicatore del minimo in questa maniera:

    Image

    Bene, ora cliccate sul tasto “Apply” in basso a destra nella finestra di RMClock e poi andate su “Monitoring”: se avrete fatto tutto bene vedrete i processori downcloccati e downvoltati @ 0,95 – 997mhz.

    8) È arrivato il momento del test, scaricate SuperPI e scompattatelo in due cartelle (una con nome diverso dall’altra ovviamente) poi lanciate i due eseguibili, vi si apriranno due finestre di SuperPI, digitate la combinazione di tasti Ctrl+Alt+Canc e vi troverete di fronte a questa situazione [NB la doppia istanza di SuperPI è necessaria solo per i processori dual core, per chi ha un processore single core le istruzioni successive vanno ripetute per una sola CPU!!!]:

    Image

    9) Cliccate con il tasto destro sul primo processo SuperPI, selezionate “Imposta affinità”, e spuntate la voce “Cpu0”.

    Image

    10) Idem come sopra per il secondo processo SuperPI, al quale però assegnerete “Cpu1”.

    A questo punto, senza chiudere i task, fate partire i due SuperPI in contemporanea. Prima eseguite il test a 2M e controllate che, lavorando, le CPU rimangano fisse a 0,95V 997MHz. Se per caso la frequenza dovesse schizzare a 2GHz significa che avete sbagliato qualcosa!!!

    Se passate i SuperPI da 2 mega, fate poi quelli da 32M e, se superate anche questi ultimi, il valore del minimo è giusto. Invece,  nel caso che il PC dovesse inchiodarsi, spegnete, riaccendete e riprovate con un valore di Vcore del minimo più elevato.

    Regolare il Vcore per il clock massimo

    11) Ora si tratta di ripetere i punti da 6 a 10 per il Vcore necessario al moltiplicatore massimo. Tutto è uguale dovete solo ricordarvi di:

    • spuntare il solo valore del massimo, su “Profile” e su “Performance on Demand” (deselezionate il valore 0 insomma);
    • iniziare da un Vcore di 1V a scendere. Ad ogni step esegite SuperPI a 2M, quando trovate un Vcore a cui il 2M dà errore siete al limite, dovrete impostare un Vcore più alto e rifare un nuovamente SuperPI. Quando avrete trovato un Vcore con cui passerete il test a 32M sarete ok!!!

    12) Trovati Vcore minimo e max, si tratta solo di andare su “Profile”, e spuntare ogni casella [NB lasciate attivo autoadjust intermediate, farà tutto lui per i clock e Vcore intermedi!]. Ora andate sul profilo “Performance on Demand” e, anche lì, spuntate tutte le caselle relative ai vari step di Vcore (quelli nella colonna sinistra, in quella destra lasciate tutto deselezionato).

    Finito! Avete il vostro RMClock perfettamente funzionante!!!

    Considerazioni sulla batteria

    Dopo un pò di test, posso confermarvi che RMClock ben configurato è davvero la combinazione vincente. Seppur sia limitato nel downvolting, risulta migliore rispetto alle utility proprietarie come Power4Gear. È anche più versatile perché permette di controllo are un maggior numero di parametri della CPU: temperatura, carico di lavoro, clock etc…Ho svolto un test didurata della batteria dal quale emerge la qualità di questa piccola utility:

    Image

    Questo l’ambiente in cui è stato effettuato il test:

    • RMClock
    • Windows Media Center Edition
    • 1,0 GHz @ 0,950v <–> 2,0 GHz @ 0,950v
    • Wireless attivo e connesso
    • HDD 500GB USB 2,0 esterno (ma alimentato separatamente)
    • dc++ attivo che scaricava
    • WLC aperto che riproduceva “La gang del bosco”
    • luminosità media
    • volume medio

    Risultato: circa 2,20-2,25ore di durata della batteria sul mio Asus Z53J!

    Con l’utility Asus la durata è leggermente inferiore ma, soprattutto, c’è lo svantaggio che, mancando la variazione dinamica,  il PC è rallentatissimo. Con RMClock, invece, tutto va benissimo perchè varia al volo il clock in caso di bisogno!!!

    Visti i buoni risultati ottenuti in batteria ho deciso di usare RMClock anche quando il notebook è alimentato in rete, perché contribuisce a contenere la temperatura del processore e la ventolina, per quanto non si fermi mai completamente, quantomeno gira sempre alla minima velocità di rotazione a tutto beneficio del comfort acustico.